Olio di palma e olio di cocco: facciamo un po’ di chiarezza.

L’olio di palma e l’olio di cocco sono due oli vegetali diversi e derivano dai frutti di due specie distinte di piante, appartenenti alla stessa famiglia chiamata Arecaceae: l’albero dell’olio di Palma si chiama Elaeis Guineensis, mentre l’oolio di cocco deriva dalla Cocos Nucifera.

I frutti da cui si fa l’olio di Palma sono piccoli (grandi poco meno di un’albicocca) di colore rosso e raggruppati in grossi grappoli sferici molto compatti che contengono fino a 2.000 frutti l’uno, con un nocciolo duro e una polpa morbida composta per il 40-65% di olio.

L’olio di palma è sempre stato molto usato nei paesi in Africa occidentale come olio alimentare, ma non era molto conosciuto.

Questo fino a circa 30 anni fa, quando si è cercata nell’industria alimentare un’alternativa agli acidi grassi trans, estremamente utilizzati fino a quel momento.

In poco meno di 30 anni com’è stato possibile passare dall’uso massiccio in qualsivoglia ricetta, alla demonizzazione di questo prodotto?

Chiariamo che:

L’olio di palma puro, quello ROSSO, ottenuto da semplice spremitura e filtratura, è un olio vegetale che contiene molte sostanze benefiche:

olio di palma bio
  • contiene beta-carotene, proprio come le carote, ma in quantità 10 volte superiore;
  • contiene il licopene, proprio come i pomodori, ma in quantità 30 volte superiore;
  • ricco di vitamina E (7 tipi)

La vitamina E e i carotenoidi sono potenti antiossidanti naturali per contrastare l’invecchiamento dell’epidermide.
In natura l’olio di palma è quindi un prodotto salutare da consumare in quantità equilibrate all’interno di una dieta variata.

Purtroppo, l’industria alimentare lo vuole successivamente trattato tramite raffinazione chimica che toglie odore e colore, e così sbiancato e deodorato diventa il prodotto oleoso di base che può essere venduto nel mercato globale delle materie prime.
Non è una novità poi che molte compagnie lo separino ulteriormente in oleina di palma, per olio alimentare o altri prodotti.

Come sappiamo, ad un certo punto l’uso di quest’olio raffinato nei prodotti industriali, specie quelli dedicati ai bambini, (per ragioni di costo e praticità di utilizzo) è diventato talmente massiccio da richiederne una produzione abnorme.

Come effetto collaterali della sua immensa produzione, per necessità di convertire alla coltivazione di palme da olio aree ecologicamente importanti, abbiamo:

per primo il Disastro Ecologico che ha portato alla distruzione grandi aree di foresta pluviale in Indonesia e Malesia, primi produttori al mondo, e in altre parti del mondo;
poi c’è da considerare che l’Olio di Palma bianco contenuto in vari prodotti, anche biologici, non sia eccellnte per la salute. La raffinazione infatti elimina quelle caratteristiche sopra descritte che lo renderebbero salutare, come i numerosi caroteni e i vari tipi di vitamina E.

Gli effetti in termini di emissioni di anidride carbonica e di riduzione della biodiversità vegetale e animale sono disastrosi, il numero degli oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti, ridotto a poche centinaia in una manciata di decenni in Borneo.

olio di cocco dada

I frutti della palma da cocco sono invece le ben note noci di cocco.

Consumato all’interno di una dieta equilibrata, garantisce importanti vantaggi per la propria salute. Le palme da cocco da cui deriva sono coltivate in Sri Lanka da produttori e proprietari locali che gestiscono direttamente la filiera; la coltivazione avviene secondo il protocollo internazionale certificato biologico e la raccolta avviene a mano (senza l’utilizzo di scimmie schiavizzate) da operatori congruamente retribuiti non creando così alcun problema all’ambiente, nè per quantità assoluta, nè appunto per modalità.

L’olio di cocco viene estratto mediante pressatura della polpa; esso è differente come composizione dall’olio di palma; contiene solo il 6% di grassi monoinsaturi e il 2% di acidi grassi polinsaturi. Il rimanente (oltre il 50 % di acido laurico) è composto da un particolare tipo di grassi, trigliceridi a catena media, che il nostro organismo metabolizza in maniera diversa rispetto agli altri: infatti questi grassi vengono inviati direttamente al fegato attraverso il tratto digestivo, dove vengono usati per ricavare energia o per essere trasformati in chetoni (si tratta di sostanze che vanno a svolgere una funzione positiva sul cervello, nutrendolo e proteggendolo).

Come olio vegetale è un validissimo componente quindi di uno stile di vita salutare, a patto che sia ovviamente di ottima qualità. Che significa ottenuto possibilmente da coltivazione biologica, puro al 100%, crudo, non filtrato, non sbiancato chimicamente ed estratto a freddo.

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