Olio di Cocco usato come protezione solare per l’abbronzatura? Parliamone.

Questo articolo è dedicato specialmente agli amanti dell’abbronzatura perfetta e della tintarella illuminante, e tutti coloro che vogliono usare per se stessi prodotti sicuri, senza elementi nocivi per la salute.

Sarebbe bello, oltre alle sue grandi qualità, che l’Olio di Cocco avesse pure la funzione di lozione abbronzante, e sebbene alcuni sostengano questa sua qualità, noi che da anni trattiamo i più buoni Oli di Cocco in commercio, con prodotti che oltre alla indiscussa qualità rappresentano il simbolo del un cambiamento etico nelle filiere alimentari, possiamo dirti che:

è vero che se usate l’Olio di Cocco mentre siete sotto il sole, l’abbronzatura ne risulterà più accesa e la vostra pelle più illuminata, ma è ottimo solo se abbinato ad una buona crema solare.

La spiegazione è semplice, ma la questione è complessa perché riguarda tutto il settore delle Creme Solari.

E’ obbligatoira una piccola premessa e poi vedremo come usare l’Olio per avere l’abbronzatura perfetta!

Dagli anni 30, la protezione solare è la principale strategia per prevenire le malattie causate dal sole;

Nonostante l’uso globale della protezione solare sia in costante aumento, lo è anche la prevalenza del melanoma maligno (principalmente causato dall’esposizione al sole).

Negli ultimi anni sono state poste da varie associazioni di consumatori delle domande relative agli ingredienti principali dei diversi filtri solari, su che effetto possano avere sull’ambiente e sulla loro potenziale tossicità.

Sono stati fatti (pochi) studi, che comunque in sostanza ci dicono che nelle creme solari:

  • I filtri organici o chimici sono i più popolari e ampiamente utilizzati, e possono essere classificati in base al tipo di radiazione ultravioletta (UV) che assorbono (cioè, i filtri UVB, UVA o UVB-UVA).
  • I filtri inorganici, al 2003 erano presenti in circa il 20% dei prodotti.

Sebbene alcune patologie legate ai raggi UV possano essere prevenute applicando la protezione solare, l’efficienza e la sicurezza di questi prodotti è discutibile.
Poiché l’uso della protezione solare è in costante aumento in tutto il mondo, lo stesso vale per i livelli di accumulo ambientale e di esposizione umana e della fauna selvatica.

Si dovrebbe infatti prendere in considerazione che

  • i filtri organici, a causa della loro elevata lipofilia, potrebbero accumularsi negli organismi acquatici e raggiungere l’uomo attraverso la catena alimentare;
  • I filtri chimici sono pesantemente inquinanti per pesci, molluschi, alghe e coralli poiché possono generare delle modificazioni genetiche alterando comportamenti neurologici e riproduttivi di diverse specie.

I filtri UV chimici sono facilmente assorbiti dalla pelle e raggiungono la circolazione sistemica e si accumulano in vari tessuti, come tessuto adiposo, fegato e cervello.

Mentre i filtri chimici continuano a dominare nei prodotti per la protezione solare, l’uso di composti inorganici  è in costante crescita, poichè hanno uno spettro di protezione più elevato.

! Numerosi studi hanno sollevato preoccupazioni sull’associazione tra esposizione a sostanze comunemente presenti nelle creme solari e alterazioni endocrine e dello sviluppo, quindi disequilibri ormonali.

Meglio quindi optare per creme solari naturali (fatte con l’impiego di filtri fisici in forma non NANO con ingredienti biologici e dermocompatibili e comunque senza filtri chimici), che sono disponibili per tutti gli SPF e abbinarle all’olio di Cocco.

PERCHE’, COME E QUANDO METTERE L’OLIO DI COCCO?

Tenete presente 2 cose, una Negativa e una Positiva (dando per scontato che usiate un olio di cocco di alta qualità, bio ed estratto a freddo):

  • la protezione che ha l’Olio di cocco verso i raggi solari sono minime, forse meno di un SPF (fattori di protezione solare) 6, quindi chi ha la pelle chiara DEVE usare una crema protettiva.
  • L’olio di cocco non impedisce l’assorbimento della vitamina D, problema che comunemente si riscontra nei filtri solari, poiché ne bloccano l’assorbimento e in parte anche la produzione.

In conclusione: meglio applicarlo prima della crema, ma nulla vieta di mescolarlo direttamente con la crema, l’importante è, per una buona idratazione e un’abbronzatura più veloce, applicarlo spesso durante l’esposizione al sole.

Noterete quindi:

  • Un’abbronzatura più veloce
  • Un’abbronzatura più intensa, grazie ad una pelle idratata e luminosa (ricorda che un buon olio di cocco contiene naturalmente circa il 50% di acido laurico!)
  • Nessuna irritazione o infezione dovuta al contatto con la sabbia o alle rocce, essendo un antibatterico e antifungineo naturale.
  • Se lo usi anche sui capelli, l’acqua di mare non li danneggerà, ma al contrario rimarranno morbidi.

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